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Atelier Attila
scuola di disegno e pittura

 

"L'occhio si posa su un'opera d'arte come una farfalla su un fiore o come un lampo nell'atmosfera".
Lo scontro dello sguardo con l'immagine non deve bloccare la creazione soggettiva cercando "l'imitazione/limitazioni", ma liberare la potenzialità espressiva attraverso una ricerca di tecniche e forme e segni senza restarne prigionieri.

Programma del corso:
- Ricerca del segno e conoscenza materiali.
- Pratica del di-segno come elemento attivo e destinato alla riproduzione, o come mezzo d'espessione completo.
- Colori.
- Riflessioni sulla creazione e sulla complementarità della pratica e della teoria.

Durante il corso saranno a disposizione dei partecipanti, libri riviste, diapositive e video per curiosare tra la storia dell'arte e l'arte attuale.
E' un illusione praticare un'attività creativa senza essere curiosi e senza provare a mettere in causa le nozioni di "Bello e Brutto".

Per chi fosse interessato/a ai corsi resto a disposizione per un colloquio.
I corsi inizieranno all'inizio di ottobre e dureranno fino a metà giugno, il lunedi o il martedi o il mercoledi dalle 20.00 in poi. Il costo è di fr. 150.-- mensili più il materiale. Se il corso non corrisponde alle aspetative si può interromperlo, pagando solo le lezioni alle quali si é partecipato.

 

 

Attila
Atelier Attila
Scuola di pittura e disegno
via Molinazzo 7
CH-6517 Arbedo
telefono e fax: +41 91 8294348
e-mail:
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Responsabile:
Nando Snozzi

  




INTRODUZIONE AL CORSO DI DISEGNO E PITTURA.

La pittura ed il disegno possono essere la radiografia della storia. L'artista può essere l'interprete del tempo.
Nel 1908 un pittore scriveva: "oltre la maschera, voglio dipingere gli uomini. La società adotta un metodo di vita dove é sempre più difficile essere se stessi". A novant'anni di distanza nulla é cambiato.
I conflitti interiori, le difficoltà di adattamento sociale, la felicità della creazione, l'astrazione del pensiero e la sua rappresentazione visiva, sono materiali per una ferma volontà di coscienza e di realizzazione di una "vita più umana".
Il ruolo dell'espressione (dal linguaggio artistico alla parola come esperienza conoscitiva e di comunicazione) é fondamentale per una tranquillità all'interno di una società dove le possibilità di una realizzazione personale si cristallizzano davanti all'illusione delle certezze. La ricerca della sicurezza, vissuta in termini produttivi, forse, può essere una diminuzione dell'ampliamento delle possibilità. Il tempo deve essere lasciato al suo corso senza opprimerlo con l'ansia del successo.
Lo scopo del corso é di impadronirsi gradualmente di un mezzo di espressione che è tra i più affascinanti. La possibilità di arrivare a risultati soddisfacenti c'é per tutti, ma a pochi é data la possibilità di dedicarvisi.
E' ricorrente la paura della vergogna di mostrare-mostrarsi e l'opinione diffusa, che per dipingere e disegnare si devono avere delle doti eccezionali, é fasulla (si pensa subito all'artista in senso mitologico, al genio o al pazzoide).
Si trascura l'estrema naturalezza dei sentimenti. La foga della passionalità viene derisa e si dimentica l'approccio semplice e la lucidità di pensiero del bambino che disegna ancora prima di aver imparato a scrivere.
Il desiderio e le possibilità di definire e partecipare visivamente le proprie pulsioni creative fa parte di un istinto che é presente ed attivo fin dalla notte dei tempi.
Disegno e pittura hanno preceduto di molto l'invenzione della scrittura alfabetica, che deriva dall'evoluzione dei sistemi pittografici e ideografici risalenti a circa 6000 anni fa. Lo dimostrano le opere, ben più antiche dell'uomo delle caverne, sparse per l'Europa e l'Africa mediterranea. Nelle grotte di Altamira (Spagna) esiste un complesso pittorico che ha un' età di forse 30'000 anni, con figure policrome (vari colori appariscenti) di animali allo stato libero, figure di uomo stilizzate, disegni di teste e mani e persino incisioni.
Chi ha disegnato queste testimonianze univa ad un perfetto spirito di osservazione una straordinaria capacità di sintesi.
Tutto ciò conferma che disegnare e dipingere é un fatto naturale, un istinto primordiale, sta ad ognuno risvegliarlo e renderlo operante, imparando a servirsi di strumenti adatti al proprio carattere ed ai propri bisogni. Inventare mezzi mescolando materiali, e riuscire a dominarli, oppure avere il coraggio delle proprie paure e lasciarsi dominare da essi e renderlo un fatto creativo (creazione istintiva).
L'importanza di imparare a sorprendersi è fondamentale, certe volte l'immagine che si pensa di creare non corrisponde all'immagine che esce, ma l' importante é riconoscere che (certe volte) l'immagine che si ha davanti é meglio dell'immagine pensata.
La tecnica ed i materiali sono uguali per tutti, il fatto interessante é che tutti non siamo uguali. Forse la chiave della creazione sta nell'istigare la volontà di riuscire e trasformare l'istinto in sensibilità (in parte) e la generica inclinazione per l'arte in abilità specifica.
Nel mondo del gioco e della fantasia i desideri continuano a vivere, adattati alla realtà ma fortunatamente non ancora impediti da essa, e proprio in questo modo si compie un passo che fa progredire l'individuo donna-uomo, nella direzione in cui potrà trovare piacere nella creazione. Dove l'occhio impara a vedere la mano impara a tradurre la visione.

 


 

 

L’IDEAVAGADIPINTAINSEGNI 2009
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…. se la risposta è amore… la domanda qual è?
(scritta anonima su un muro di Firenze vicino a piazza della passera)

 

 

Spesso ciò che si prevedeva di dipingere o disegnare non corrisponde all’immagine creata. Il risultato, in bene o in male, dipende dalla tolleranza con cui si guarda il dipinto o il disegno. Chi più chi meno riesce a intraprendere il colloquio con la propria opera dichiarandola: finita, o da ritoccare correggendo toni, linee e materia, o da
ricoprire se non corrisponde formalmente a canoni preposti o da autocensurare se mette in dubbio le sicurezze esistenziali ed estetiche.
Il campo dell’arte, troppo racchiuso in manipolazioni da “primedonne e ultimimaschi”, concede poco alla libera circolazione di idee e delimita la geografia della creazione in settori e consessi locali o globali sottomessi servilmente a territori politico-economici.
Oggi i tempi sono assurdi: “Ieri” se n’è andato, “Domani” verrà, “Oggi” si pensava fosse diverso. Poveri contro poveri, il progresso contro la reazione, le religioni contro il libero pensiero, tutti a squartarsi nel gran caos totale e nel rischio perenne che, l’essere umano, non riconosca più il limite della decenza e si conceda unicamente alla barbarie. Si promuovono personaggi che rendono decorosa l’arroganza e l’avidità e si applica un embargo alla cultura a favore dell’invasione televisiva, dove predicatori servi di un sistema si glorificano denigrando chi osa dubitare delle promesse di malfattori e passatori di crassa ignoranza …. Contro il malessere si tenta un’innocua e inutile ribellione cercando “la cosa più intelligente da esibire” per una prevaricazione logorroica in cellule diverse, dove l’arte, spesso, passa come motivo decorativo per pareti domestiche.
In un’attività creativa, l’idea vaga si trasforma in definitiva, oppure, vaga in altri spazi e diventa diversa. I sogni diventano matrice della fantasia spianando la strada a territori sconosciuti.
Si applica l’estetica dell’autoproduzione e si “consuma” la propria creazione per salvaguardare il proprio spazio libero dell’anima. Le mani seguono l’istinto dando corpo a figure multiple o componendo architetture di segno, semplici o complesse, informali o volumetriche. Le mani fanno correre segni e linee negli infiniti spazi rompendo le prigioni della produzione obbligata a fini speculativi….
La pittura e il disegno, considerati come attori attivi dell’esistenza, possono diventare veicoli di disobbedienza civile e contenitori di forza, per contrapporsi a un’informazione terroristica imperante e finalizzata a soggiogare e asservire i costruttori di morte e gli imperi finanziari.
L’esposizione “L’IDEAVAGADIPINTAINSEGNI” si propone come una presentazione di opere autonome di differenti persone, stimolando ad essere curiosi verso una visione diversa del “tempo libero”, indagando le sfumature tra ciò che si definisce rappresentazione, informazione e documentazione della realtà.
Si può intendere la scelta di praticare un’attività creativa come un progetto di educazione alla comunicazione visiva, esplorando la natura dell’immagine e la sua veridicità. Navigando in una geografia mediatica confusa e spesso ignobile, l’arte contribuisce a suscitare un’indignazione collettiva contro le prevaricazioni di cui ci si sente oppressi…. A questo senso di ribellione ci si abbarbica per opporsi ai sensi di colpa generati dall’impotenza.
Spesso le immagini sono manipolate, il vero e il falso diventano una libera scelta e quindi il godimento delle stesse dipende da quanto l’inquinamento mediatico ha offuscato la capacità di riflettere e di dubitare…
La mostra “L’IDEAVAGADIPINTAINSEGNI” evoca e narra una storia collettiva e personale che non è solo il limite del reale di chi ha scelto il “fare creativo”, ma è l’adesione ad un laboratorio che promuove la complicità d’intenti attorno al disegno e alla pittura. …. La figura umana, scelta da fotografie corrispondenti al proprio senso estetico o da schizzi di istanti speciali, è riprodotta e disegnata in molti atteggiamenti prestandosi alla favola e al dramma, alla tragicommedia universale e alle rivendicazioni esistenziali. I paesaggi vissuti, fotografati o desiderati, spaziano attorno al mondo dell’aria e della terra, del volo e del sogno senza tempi e rigori. La concezione astratta delle forme è dipinta gestendo architetture proprie, rigorosamente geometriche o informali, iscrivendo sui supporti scelti alfabeti di diversa lettura…
“L’IDEAVAGADIPINTAINSEGNI” è il risultato di una scelta di racconti evocati in espressioni diverse, di pensieri e azioni applicate al gesto e alla riflessione con colori, segni, ombre e luci che ogni persona ha caratterizzato lasciandosi trasportare da percezioni differenziate, da gioie e dolori, da ricordi e memorie, da trascendenze varie e stupori inattesi.

terra degli scorpioni maggio 2009
nando snozzi

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DISEGNIERRANTIDIPINTI 2008

L’arte può essere la cronaca del cambiamento sociale, ma spesso l’intelligenza del cuore è occultata dalla supponenza e quindi l’equilibrio vitale dell’essere umano è scombussolato.
Lo scontento generalizzato e il mal di vivere latente accolgono il giorno ogni mattino. Lo scombussolamento tra il tempo circolare ed il tempo lineare fa sì che le stagioni e la produzione ad oltranza di tutto per pochi genera mostri.
Il lato oscuro della società è il testimone dei profondi cambiamenti e degli assurdi squilibri in atto a 360 gradi.
La chiave d’accesso alla comprensione dei conflitti può essere, in parte, l’arte che si caratterizza rappresentando delitti e castighi, pregi e sapori, dissidenza e armonia. La collettività, intenta a sopravvivere, si lascia sfuggire occasioni per ribellarsi al giogo del consumo senza termine, aderendo al circo convulso dei supermercati e alle giaculatorie della pubblicità. Il potere politico ed il potere economico guardandosi e seducendosi a vicenda si sono accorti delle mancanze dell’uno nell’altro perciò si sono congiunti accentuando in modo esponenziale il controllo sulla socialità, sul femminile e sul maschile.
Nel mondo dell’arte esiste la mancanza di comunicazione tra gli addetti ai lavori nell’ambito della promozione culturale e gli artisti che spesso sono in conflitto tra la creazione e la non riconoscenza del proprio lavoro. Gli artisti coltivano un sentimento di sfiducia e di disprezzo verso i protettori delle sedi dell’arte, i quali, di rimando, esercitano il loro potere adagiandosi sulle tendenze in auge. È un circolo vizioso e un gioco perverso figlio di un mondo di speculazioni intensive, di mancanza di coraggio e di ammiratori del proprio ombelico. L’arte è poco considerata come veicolo di idee e di riflessione da parte dei politici che mettono in atto un atteggiamento d’insofferenza verso il “prodotto cultura”… gioco forzato e nascosto di un pensiero supponente.
DISEGNIERRANTIDIPINTI é un racconto formato da piccoli capitoli che ogni singola persona dedica alla passione creativa. Un tempo scelto introduce l’essere umano nell’enigma dell’universo. È anche un insieme di momenti tradotti con segni e colori, un modo di esistere ascoltando e guardando, con i sensi tolleranti, un mondo sporco. La sciarada fondamentale dell’esistenza sulla terra dell’essere umano si coniuga nell’idea di immaginare un modello di società più adeguata all’intera popolazione mondiale.
Purtroppo si assiste ad una guerra duratura, fomentata da despoti criminali in tutti i campi, che travalica i secoli. I “poteri planetari” nascondono le bombe e le armi con demagogie e preghiere e alimentano il disagio sociale per amministrare il “bene comune” con la violenza. La corruzione dilaga e la paura è stata, ed è il corredo e la colonna sonora della quotidianità.
DISEGNIERRANTIDIPINTI è una scheggia nomade collettiva che s’inserisce nel percorso creativo come un’attitudine riflessiva di ciò che accade, perché è un sentimento preparatorio a procedure etiche nella realtà contemporanea. È anche una ricerca utopica per trovare una dimensione estetica che riflette la realtà. Lo scontro tra il bene ed il male è sempre esistito e rivedo volentieri i film di “Don Camillo e Peppone” dove la destra e la sinistra erano tutto e il contrario di tutto e il buon fine era il bene della comunità. Questa riflessione è nostalgica, grossolana e compiacente dei tempi andati però invita a riflettere sull’ingiustizia dominante contemporanea.
DISEGNIERRANTIDIPINTI incita al racconto di una storia contro e propositiva per il proseguo dei giorni nostri…

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DISEGNATI VARI CONFRONTI 2007

 
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Vernissage 2 giugno 2007

 

 

 

 
     
  < > , 09.03.2010